
di Umberto Sarcinelli – Si, l’Udinese può sognare, ma deve svegliarsi da questo bellissimo sonno nel prossimo campionato, così, aprendo gli occhi, potrebbe trovarsi in Europa. Il pareggio conquistato con grande merito in casa della Lazio continua la serie positiva, ma non avvicina una posizione finale da Conference League, per ora.
Runjaic si dimostra ancora una volta gran stratega, proponendo il collaudato 3-5-2 al posto del finora vincente 4-4-2, mossa molto redditizia contro una Lazio che scontava l’assenza di Casteanos e Rovella e aveva nei muscoli la fatica di coppa. E subito si è vista la voglia, la forza e la tecnica dei bianconeri, soprattutto la mente libera da ogni incubo di retrocessione che fa diventare facili anche le cose difficili, fa accettare i rischi, fa emergere le vere personalità. L’Udinese prende subito in mano le redini del gioco, tiene la Lazio nella propria metà campo, è aggressiva e riflessiva, cerca con pazienza il colpo decisivo. Questo arriva con una ripartenza che trova Lucca pronto a far salire Thauvin e riproporsi in area, il capitano si trova davanti a Provedel, lo evita, ma un difensore devia verso Lucca: pronta rovesciata sulla quale al volo si avventa Thauvin segnando il vantaggio. E’ il 22′ e l’Udinese ha in mano la partita premendo e trovando l’occasione per raddoppiare. La Lazio sembra frastornata, non riesce a prendere il comando del gioco, non riesce a allargare il gioco sugli esterni che sulla carta dovrebbero sovrastare gli avversari. L’episodio favorevole, però, è sempre in agguato.
Accade al 32′ quando su calcio d’angolo susseguente a una grande parata di Okoye (al rientro dopo un lungo infortunio) Ehzinbue si dimentica di Romagnoli sul secondo palo che da un metro insacca. L’Udinese non accusa il colpo ma continua nel suo gioco e riprende a pressare e a impensierire la difesa laziale soprattutto nelle ripartenza.
Nella ripresa Baroni passa a un 4-3-3 immettendo forze fresche in campo, ma la difesa bianconera è attenta e fisicamente dominante, nonostante tutta la squadra arretri un po’ il suo baricentro. Runjaic mette in campo Atta, Payero e Zemura al posto degli sfiniti Lovric, Ekkalenkamp e Kamara ottenendo più freschezza e corsa. Zemura si produce in una punizione che viene respinta da Provedel all’incrocio, Lucca a con un tiro improvviso in mezzo a due difensori sfiora il palo e nell’ultimo quarto d’ora l’area di rigore della Lazio si tinge del giallo delle maglie dei friulani. Finisce così, con un pareggio meritato e che presuppone un seguito di grande interesse per l’Udinese a cominciare dalla prossima partita contro il Verona.