
di Umberto Sarcinelli – L’Udinese si illude, poi si acc0ntenta e infine resta con un pugno di mosche in mano e in classifica. Il Napoli soffre un tempo, poi ritrova il Lukaku inesorabile e si esalta nelle ripartenza. Il 3 a 1 finale è il risultato di queste situazioni, sia tecniche he emotive. Una sconfitta contro la capoclassifica che non deve deprimere i bianconeri e i loro tifosi, ma indicare al suo allenatore, Runjaic che la strada imboccata è quella giusta, ma occorre fare attenzione alle buche. In questo caso la metafora si riferisce ai “buchi” difensivi centrali che hanno permesso a Lukaku e Anguissa di penetrare con irrisoria facilità nel dispositivo difensivo e segnare i gol che hanno ribaltato il vantaggio udinese con ilm rigore al 21′ del primo temo battuto da Thauvin, respinto da Meret e popi definitivamente messo in rete dallo stesso francese.
Tatticamente la partita si è decisa a centrocampo quando Lovric ha dovuto essere sostituito per infortunio. Fino a quel momento il centrocampista sloveno aveva nascosto le giocate a Lobotka correndo e contrastando; al suo posto è entrato in campo Atta, che non ha le sue caratteristiche e così si s0no determinate le cause di varco centrale nel quale si sono infilati al 50’Lukaku e all’80’ Anguissa. La successiva autorete di Giannetti non ha fatto altro che ribadire come il Napoli di Conte sia più produttivo e vincente in trasferta che al Maradona.
La sensazione che hanno avuto i circa 20mila spettatori (tra i quali moltissimi napoletani) è quella di un’Udinese con problemi in difesa e con una concentrazione a intermittenza. Tutti difetti che Runjaic conosce bene e su cui sta lavorando n0notante i molti infortuni di giocatori importanti.
Una vittoria l’Udinese l’ha comunque incassata con il suo impegno ambientalista. Dopo il progetto di rendere lo stadio autosufficiente energicamente, poi a della partita la società bianconera ha ospitato Marevivo per un’iniziativa particolare.
Secondo recenti stime, infatti, il calcio europeo produce circa 750 mila tonnellate di rifiuti, una quantità superiore a quella prodotta annualmente da uno stato come il Liechtenstein. Un dato che evidenzia l’urgenza di adottare misure concrete ed efficaci per mitigare le conseguenze ambientali di questo sport così popolare.
In questa direzione, Fondazione Marevivo – che in collaborazione con BAT Italia ha già promosso la campagna “Piccoli gesti, Grandi crimini” per limitare la dispersione di mozziconi e piccoli rifiuti e sensibilizzare i cittadini – ha deciso di lanciare la campagna “One Mission, One Planet”, una nuova iniziativa che punta a ridurre le emissioni di CO₂ e a contrastare il fenomeno del littering nelle aree circostanti gli stadi. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con BAT Italia e Udinese Calcio, con la partecipazione della start-up JustOnEarth e il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia.
Nel corso dell’attuale campionato e durante la stagione 2025-2026, in occasione delle partite casalinghe dell’Udinese, verrà realizzata una campagna di sensibilizzazione dei tifosi seguita dal monitoraggio della qualità dell’aria. Tra gli obiettivi anche quello di avviare un percorso per rendere il Bluenergy Stadium il primo stadio “smoke free” in Italia.
“Partecipiamo con entusiasmo a questa interessante iniziativa della Fondazione Marevivo per ridurre l’impatto ambientale dei matchday casalinghi al Bluenergy Stadium – ha sottolineato il direttore generale dell’Udinese – sono convinto che il pubblico risponderà in modo molto positivo. La ricerca della sostenibilità è una delle priorità della nostra società che, nel 2023, BrandFinance ha classificato al primo posto in Italia e al 4° in Europa per rating ESG in una comparazione internazionale tra club calcistici. La sinergia che si realizza con questa campagna coincide con la recente installazione di 20 isole ecologiche per la raccolta differenziata nelle aree interne dello stadio e con altre azioni che stiamo portando avanti in collaborazione con l’UEFA con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico”.