di Umberto Sarcinelli – Finisce con l’Udinese che mette in mostra tutto il suo potenziale d’attacco, condito di virtuosismi, colpi di classe, vigore fisico, intensità e tanta voglia di vincere. Finisce con i tifosi friulani in tripudio per aver visto la propria squadra vincere, convincere e dare spettacolo. La partita contro l’Empoli finisce con una grande speranza e un sogno europeo inesprimibile. Perché l’Udinese che ha messo in campo Runjaic sta diventando una vera squadra in cui gioventù, fisicità, esperienza, classe e carattere si fondono al meglio.
La novità è rappresentata dal ritorno di Ehzinbue che manda in panchina Kristensen per formare una linea difensiva che nominalmente è a quattro, ma che porta l’estremo destro costantemente più avanti, a contatto interscambiabile con Atta. Gli effetti di questa mossa sono una difesa a tre spostata sulla sinistra con Bjiol pronto a chiudere gli eventuali varchi che si potessero aprire a destra. A centrocampo Karlstrom dettava iniziative e Lovric le metteva in pratica; Thauvin aveva licenza di inventare e Ekkelekamp assumeva posizione i via via più strategiche, e brando le azioni i d’attacco dal centro partendo da sinistra. In mezzo al tourbillon Lucca era l’unico punto di riferimento per i difensori avversari, quasi uno specchio per le allodole. Certo, questo gioco, frizzante e veloce, aveva il suo rovescio nella concessione di pericolose ripartenze empolesi che in alcuni frangenti solo per fortuna dei bianconeri non si sono tradotte in gol.
L’Udinese va in vantaggio all’undicesimo minuto quando dagli sviluppi di un calcio d’angolo (alla fine saranno 9) il pallone arriva a Atta che calcia deciso, sulla traiettoria interviene Ekkelekamp con felice tempismo e segna. L’Empoli tenta una reazione, ma frenesia e imprecisione dei sui attaccanti (clamo0rosi gli errori sottoposta di Maleh e Colombo) non portano a nulla, se non a dare ancora più consapevolezza ai ragazzi di Runjaic che insistono nei loro veloci attacchi, soprattutto svolti sulla destra, dove l’avanzare di Ehizibue sbilancia il fronte e apre spazi per Thauvin.
L’Udinese ha iol possesso della palla e l’inerzia della partita e nelle ripresa cerca con veemenza il gol della sicurezza, che arriva al 65′ con Thauvin che innesca una ripartenza a centrocampo portando Lucca al tiro, Silvestri respinge, ma Ekkelenkamp è li, a ribattere in rete. Una doppietta importante perché finalmente anche i centrocampisti bianconeri vanno a segno.
L’Empoli non sembra domato, cerca intensità e fantasia, ma la retroguardia friulano è arcigna, con Bjiol e Solet che no0n concedono nulla, mentre davanti a loro le marcature sono immediatamente raddoppiate e il pallone recuperato velocemente. Entrano anche Sanchez, Pafundi e Bravo per un attacco di grandissima tecnica, come dimostrano alcuni numeri di Alòexis che fanno impazzire di gioia i tifosi. Finisce con un grande contropiede al novantesimo che il neoentrato Modesto pennella sulla testa di Thauvin.
L’Empoli si guarda smarrito: non ha giocato male, ha avuto molte occasioni clamorose per segnare, ma si ritrova sommerso da tre gol e dall’entusiasmo di tutto il Friuli.