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JUDO – Grand Slam a Tbilisi e lo strano caso dell’incontro senza vittoria

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Il Grand Slam a Tbilisi che si concluderà oggi è destinato a lasciare il segno. Non tanto per i 385 atleti di 52 nazioni e per i numerosi top della classifica mondiale, ma piuttosto per un incontro che si è concluso senza una vincitrice.

Un vero e proprio caso, che accaduto alla triestina Veronica Toniolo, olimpica a Parigi. Ottavi di finale dei 57 kg, la Toniolo affronta la russa con lo schienale IJF, Kseniia Galitskaia.

L’azzurra è guardia destra, la russa è più alta ed è guardia sinistra: muro contro muro. I quattro minuti regolamentari si chiudono con una sanzione per parte e si va al golden score. I minuti scorrono e le due atlete sul tatami fanno quello che riescono ma senza ottenere punteggi. Dopo 5’36” arriva la seconda sanzione per la Toniolo, quindi Galitskaia si riporta alla pari. E siamo a 14’28”.

Le due, sfinite, non mollano, ma un minuto più tardi, a 19 minuti e 18 secondi dall’inizio, l’arbitro assegna la terza sanzione a tutte e due.

Entrambe squalificate. Veronica e Kseniia allargano le braccia sconcertate, Raffaele Toniolo, padre-coach di Veronica, ripete allo sfinimento “unbeliveble”.

Ma l’incontro è finito proprio così e le atlete, sollecitate dall’arbitro, abbandonano il tatami. Da qualche parte si frega le mani la serba Marica Perisic, che incassa il regalo, non dovrà combattere con la vincente fra Toniolo e Galitskaia perché non c’è e va direttamente in semifinale.

“È stata una decisione che ha suscitato molte perplessità -ha spiegato il coach azzurro Francesco Bruyere- perché penso non sia giusto assistere ad un incontro che termina per decisione arbitrale senza un vincitore. E se aggiungiamo che Veronica ha fatto due buone azioni che potevano essere valutate “score” trovo tutto questo ancora più sconcertante. Entrambe le ragazze si sono impegnate per vincere e dal mio punto di vista è giusto che le si lasci combattere fino a quando una prevale sull’altra. Questa è una regola che andrebbe rivista, perché se dovesse capitare in una finale alle Olimpiadi ci sarebbe da ridere…”.

La regola che consente di squalificare entrambi gli atleti è abbastanza recente ed è stata applicata per la prima volta nel Grand Slam a Dusseldorf del 2018, nella finale per l’oro dei +100 kg fra Harasawa ed Ojitani, entrambi giapponesi ed entrambi medaglia d’argento. Una sola differenza: fecero molto più in fretta!

Tre sanzioni ciascuno in un minuto e 49 secondi!

Se non altro, l’Italia si è consolata con il bel terzo posto nei 73 kg di Leonardo Valeriani, 24 anni di Parma, ha sconfitto Munnings (Bah), Yonezuka (Usa), Bakhbakhshvili (Geo) e Gaba (Fra).

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