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L’Udinese domina il Parma

  • 3 min read
Il rigore che ha dato la vittoria all’Udinese

di Umberto Sarcinelli –  Dodici punti nelle ultime cinque partite, terza gara senza subire un gol (e con i due portieri titolari fuori per infortunio), gli stessi punti dell’anno scorso ma mancano ancora dieci partite; un possesso del gioco totale; sicurezza, coesione, forza. L’Udinese coglie nel Bluenergy stadium contro il Parma una vittoria che fa gioire i tifosi anche se il sogno di ritornare in Europa è ancora lontano. Runjaic non sembra proprio un debuttante nel campionato italiano, non sembra affatto a disagio, come molti allenatori stranieri, nella tatticissima Serie A. Anzi comincia a dar lezioni a tutti. Schiera un 4-4-2 molto fluido, per nulla schematico, con una squadra disciplinata e votata al sacrificio. Sulla fascia destra ecco Ehizibue che in teoria dovrebbe fa
re l’esterno di difesa, ma spessissimo converge al centro nella mediana,  interscambiandosi con Atta, che da centrocampista-trequartiosta non disdegna rientri sulla linea dei terzini. A sinistra c’è Solet che domina e lascia che Kamara possa prodursi

in devastanti cavalcate.

Al centro della manovra ci sono Lovric e Karlstrom, il primo più predisposto agli inserimenti in attacco, il secondo una specie di macchina da cucire che con seziona per l’Udinese l’abito della festa. E il Parma? Chivu per oltre un’ora spera nell’episodio che possa cambiare le sorti di una partita che sembra segnata dal dominio bianconero, ma i suoi ragazzi sono asfissiati dal pressing avversario e non riescono a costruire azioni. L’ex giallorosso ha preparato la partita cercando di rafforzare la difesa, ma l’Udinese arrivava sempre prima sui palloni contesi, correva il doppio e sfruttava la sua prestanza fisica.

Ma il dominio del gioco non è nulla se non produce gol. E qui pecca l’Udinese che spreca un numero notevole di occasioni. I tre punti sono messi così al sicuro da un calcio di rigore, al 32′ quando Thauvin calcia appena fuori area e Balogh in scivolata tenta di stoppare: la sua mano destra è larga e devia ilm pallone. Maresca si avvale del bar e va a rivedersi l’azione al monitor. Rigore. Il designato è naturalmente il capitano, tutti i pensieri sono rivolti alla partita di Lecce con   l’episodio del penalty contestato e tirato da Lucca contro tutte le gerarchie di squadra. Ma in settimana il caso si è sgonfiato. Anzi, Lucca va a portar via chi tenta di disturbare la concentrazione di Thauvin. Piccolo particolare: il campione del mondo del ’98 calcia proprio come Lucca a Lecce…

Un ultima considerazione per Padelli. Non giocava da un anno e mezzo, ma si è sempre allenato con concentrazione e intensità, seguendo i talenti giovani dell’Udinese. A quarant’anni si è preso una bella soddisfazione. Meritata. Anche questo è l’Udinese di oggi.

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